
Capitolo Dodici/2. L'illuminismo trionfa in Francia.
Introduzione. La questione della censura.

Verso la met del Settecento in Francia un sistema di potere
tradizionalmente abituato ad imporre precisi schemi culturali,
dovette confrontarsi con una cultura nuova, particolarmente vivace
e fortemente critica, a contrastare la quale non era preparato. Lo
strumento adibito alla repressione delle culture alternative era
la censura, la quale era sicuramente una risposta inadeguata, sia
perch si opponeva alle idee con strumenti polizieschi, sia perch
la complessit delle leggi e la furbizia di coloro che cercavano
di evitarla, port a risultati controproducenti, come afferma
senza mezzi termini A. de Tocqueville nell'opera L'Ancien Rgime e
la rivoluzione. Egli ricorda che i re permettevano che la Chiesa
fosse punzecchiata da lontano con mille frecciate, che la
censura, pi che impaurire, favoriva la lotta e che le
persecuzioni a cui gli illuministi erano fatti segno, quasi sempre
lente, clamorose ed inutili, sembravano fatte piuttosto per
incitare a continuare la lotta. La conclusione del celebre
politologo era che una totale libert di stampa sarebbe stata per
la Chiesa meno dannosa.
Il fenomeno intorno al quale maggiormente si manifest il
confronto fra la censura di Stato e la nuova cultura fu la
pubblicazione dell' Enciclopedia. Quest'opera, vanto
dell'illuminismo francese, inizi le pubblicazioni nel 1751, sotto
la guida di Diderot e d'Alembert ed ebbe subito come collaboratori
d'Holbach, Voltaire, Quesnay, Montesquieu, Rousseau, Turgot e
altri nomi importanti dell'illuminismo francese. Fin dall'inizio
era facile comprendere che il progetto dell'opera era cos
grandioso che i costi avrebbero resi necessari ingenti
finanziamenti. Ci rendeva impraticabile la possibilit di evitare
la censura e di rivolgersi al mercato clandestino, l' Enciclopedia
doveva essere pubblicata alla luce del sole e farsi pubblicit per
raccogliere finanziatori ed abbonamenti.
Per avere l'approvazione della censura i collaboratori dell'
Enciclopedia erano soliti prendere determinate precauzioni. Per
esempio essi cercavano di attenuare le loro posizioni, di non
provocare gli avversari pi del necessario, di dare spazio anche a
chi non era schierato con il movimento illuminista. Nonostante
questi accorgimenti, dopo la pubblicazione dei primi volumi
iniziarono gli attacchi degli avversari, soprattutto dei gesuiti,
che nel 1752 portarono alla condanna dell'opera. Poi nel 1757 ci
fu l'attentato al re Luigi quindicesimo, che comport una maggiore
severit delle pene per chi  pubblicava opere giudicate pericolose
per lo Stato e la religione. Era prevista perfino la pena di
morte. Ai censori vennero date disposizioni precise e l'
Enciclopedia fu vietata. Essa fu costretta ad entrare per qualche
anno nella clandestinit con gravi problemi anche finanziari. A
questo punto d'Alembert prefer ritirarsi e Diderot prosegu da
solo, avendo sempre alle spalle l'appoggio del partito filosofico
(eccetto Rousseau, che dopo aver prestato la sua collaborazione,
aveva litigato ed abbandonato il gruppo).
Intanto il fronte degli avversari era sempre pi disunito al suo
interno. Oltre alle divisioni profonde all'interno della Chiesa
cattolica (gallicani contro ultramontani, molinisti contro
giansenisti) vi erano le rivalit ed i contrasti fra la monarchia
e il ceto nobiliare. Infine non bisogna dimenticare la forza
dell'opinione pubblica e il fatto che simpatizzanti delle idee
illuministe erano presenti non solo nelle fila della nobilt e
della borghesia, ma anche del clero. Cos avvenne che, pur nelle
difficolt della sua situazione, Diderot ebbe aiuti insperati.
Fra coloro che lo aiutarono a superare i momenti pi difficili vi
furono la Pompadour (la favorita del re Luigi quindicesimo) e la
zarina Caterina secondo di Russia, che lo aveva onorato della sua
amicizia, lo aveva invitato alla corte di Pietroburgo e infine gli
aveva comprato la biblioteca personale (con il diritto di possesso
ed utilizzo da parte del filosofo fino alla morte) per aiutarlo a
risolvere momentanei problemi finanziari. Diderot usufru anche
della preziosa collaborazione del capo della censura reale,
Malesherbes, che era amico dei philosophes e che era stato
nominato direttore della Librairie Rale, attraverso cui il
governo del re concedeva (o negava) il diritto di pubblicazione.
Egli cerc di favorire gli enciclopedisti soprattutto con la
tecnica del "consenso tacito" e ammorbidendo l'azione dei censori
alle sue dipendenze. Pur essendo stato amico e protettore dei
philosophes, Malesherbes fu poi ghigliottinato durante la
Rivoluzione Francese.
Con un'attivit frenetica Diderot riusc a pubblicare l'intera
opera in 17 volumi. L' Enciclopedia, terminata nel 1772 (poi
furono aggiunti aggiornamenti, indici ed altro materiale fino al
1780)  un'opera che ha segnato un'epoca; essa ebbe un'influenza
notevole sulla storia francese negli anni seguenti fino allo
scoppio della rivoluzione. Alla fine l' Enciclopedia risult un
grande successo anche dal punto di vista economico.

G. Zappitello, Antologia filosofica, 2. Quaderno secondo/7.
Capitolo Dodici/2. Introduzione.
Il mercato clandestino dei libri proibiti.

Dopo aver accennato alle opere che cercavano di passare attraverso
la censura e degli espedienti a cui gli autori erano costretti,
ricordiamo che buona parte delle opere pi significative prodotte
dagli illuministi francesi fu pubblicata direttamente per il
mercato clandestino.
Nonostante che il sistema censorio nella seconda met del
Settecento avesse notevolmente affievolito i suoi rigori, vi erano
opere che per la carica polemica e la delicatezza degli argomenti
trattati non avrebbero mai potuto avere il consenso del censore.
Esse prendevano cos la via del mercato clandestino, che si
mantenne fiorentissimo per tutto il diciottesimo secolo. In genere
questi tipi di libri erano stampati in Inghilterra, in Olanda,
oppure in Svizzera, paesi che avevano una legislazione pi
tollerante di quella francese. Le vie frequentate da questo genere
di merci erano la valle del Reno e le montagne del Giura. La
destinazione era soprattutto la Francia, il paese in cui
l'egemonia culturale in campo europeo si doveva confrontare con
una legislazione particolarmente restrittiva per la libert di
stampa; quindi il mercato clandestino era in questo territorio
particolarmente fiorente. Come succede spesso, la censura favor
indirettamente la diffusione di ci che avrebbe dovuto impedire.
I libri proibiti che circolavano nella Francia del Settecento
erano di diverso tipo. Si andava dai romanzi pornografici ad opere
di costume come il romanzo Le relazioni pericolose di Laclos (da
cui  stato tratto un celebre film), agli scritti dei filosofi
illuministi che sono l'oggetto specifico del nostro interesse. Fra
gli autori di testi filosofici clandestini vi erano i nomi pi
importanti dell'illuminismo francese. Molte di queste opere
uscivano anonime e con indicazioni false della data e del luogo di
edizione per tutelare l'autore e l'editore e quindi ponevano poi
problemi nell'individuazione della loro paternit. Talvolta si
trattava di opere "a pi mani" e ci ne rendeva ancora pi
difficile l'attribuzione. Altre volte invece, come nel caso di
Voltaire, lo stile inequivocabile era come una firma d'autenticit
dell'opera stessa. Infine c'era l'accordo tacito fra i membri del
partito filosofico di non rivelare mai i nomi degli autori per
proteggerli. Cos quando Rousseau afferm pubblicamente che Il
sermone dei cinquanta era stato scritto da Voltaire, suscit
l'indignazione degli altri e l'accusa gravissima di essere un
delatore.
Le opere che furono scritte direttamente per il mercato
clandestino sono particolarmente importanti perch ci danno la
possibilit di conoscere il vero pensiero dei maggiori esponenti
dell'illuminismo francese senza censure, n autocensure.
Infine ricordiamo che la censura favor la nascita di nuove forme
espressive nel campo della filosofia, come il romanzo filosofico e
i pamphlets. Per quanto riguarda i pamphlets, essi erano scritti
brevi, agili, facili a nascondersi in caso di controllo. Quasi
sempre anonimi e con data e luogo di edizione non veri, i pamphlet
costituirono veramente un modo nuovo di affrontare tematiche
filosofiche. Essi si differenziavano anche nello stile dai grossi
volumi degli specialisti e riuscivano ad interessare un pubblico
molto pi vasto. Fra gli autori di pamphlets si distinse
soprattutto Voltaire, il quale era anche il pi organizzato:
teneva a sua disposizione una stamperia a Ginevra (al di l del
confine francese e vicino alla sua tenuta di Ferney) ed aveva
numerosi contatti con coloro che operavano nell'ambito della
stampa clandestina. .
